Tra il Monte Acero e il monte Monaco di Gioia si trovano i resti di una
fortificazione sannita, probabilmente del IV secolo a. C., realizzata in mura
poligonali o megalitiche. La cinta muraria, lunga circa 3 km., è interrotta da
due accessi, due porte, di cui una è rivolta verso Telese, che consentivano
l'ingresso all'interno dell'arce. Sicuramente queste fortificazioni
appartenevano a un più ampio e complesso sistema di difesa che i Sanniti
estesero a tutto il territorio appenninico. Probabilmente le mura dei Sanniti
racchiudevano veri e propri centri abitati di complessa organizzazione. I
Sanniti costruivano le difese dei loro insediamenti di altura mediante
terrazzamenti o gradoni posti lungo le pendici di un colle in posizione
strategica rispetto ai percorsi ed ai valichi montani. Il criterio costruttivo
delle fortificazioni dei Sanniti, delle mura poligonali o ciclopiche, era basato
su conci variamente sagomati e assemblati a secco. La tecnica, considerata a
lungo primitiva, ha rivelato una grande resistenza alle azioni belliche e
soprattutto ai fenomeni sismici.